La (triste) storia del pappagallo di Fontanarossa

Category: Articoli su Fontanarossa
Published on Tuesday, 03 June 2014 20:23
Written by Super User
Hits: 2526

PappagalloFontanarossa (frazione di Gorreto, Genova) è un bellissimo borgo immerso nella splendida natura della Val Trebbia, a quasi 1000 m. di altitudine. Nei suoi boschi si possono trovare molte varietà di uccelli, ma potrete immaginare lo stupore dei suoi (pochi) abitanti quando, ai primi di dicembre, sugli alberi nelle immediate vicinanze del paese è comparso un… pappagallo! Sì, uno splendido esemplare variopinto di pappagallo Ara. Pochi giorni prima, a Carasco, non molto lontano da qua, era stato scoperto un allevamento clandestino di pappagalli, e quindi si è pensato che l'animale potesse essere fuggito da là, oppure che qualche proprietario che lo detenesse illegalmente se ne fosse sbarazzato liberandolo tra i monti della Val Trebbia.
Fatto sta che il pappagallo, nutrendosi delle mele che all epoca poteva trovare nei boschi e negli orti in discreta quantità, si è stabilito a Fontanarossa, percorrendo in tutto il giorno sempre lo stesso tratto di bosco; ciò facilitava chi volesse vederlo e ammirarlo, bastava appostarsi in un certo punto del paese e prima o poi lo splendido animale sarebbe passato da lì.
Nel periodo natalizio e specialmente il 31 dicembre, quando il paese si ripopola un po’ per le feste, il pappagallo è stato l'attrazione dei fontanarossini che andavano a vederlo e fotografarlo.
A gennaio è stato fatto anche qualche tentativo di catturarlo, ma il volatile non si è fatto prendere, mantenendosi sulle cime più alte degli alberi.
Tutti si chiedevano come avrebbe fatto a resistere al rigido inverno fontanarossino e alla mancanza di cibo. Alcuni abitanti del paese hanno iniziato a procurargli le mele che ormai non avrebbe più potuto trovare nei boschi mentre, per quanto riguarda il clima, anche temperature abbondantemente sotto lo zero sembravano non essere un grosso problema per l'animale.
Questa storia venne inserita nei siti internet di Fontanarossa e dell’Alta Val Trebbia (www.fontanarossa.net e www.altavaltrebbia.net ) ed è proprio da internet che questa storia da curiosa diventa incredibile in quanto Samanta, una signora di Verona, al cui padre a fine novembre era sfuggito il suo pappagallo, Cocco, digitando la parola “pappagallo” su un motore di ricerca, tra i vari risultati trova anche il sito di Fontanarossa, e per curiosità lo apre.
Quello che legge è un colpo al cuore in quanto i tempi della comparsa a Fontanarossa e la descrizione e la fotografia del pappagallo fanno pensare che il pappagallo in questione sia proprio Cocco. Samanta scrive subito al nostro sito mettendo in chiaro che il pappagallo è scappato e non è stato liberato appositamente, mentre i suoi genitori contattano immediatamente il comune di Gorreto e la Guardia Forestale per organizzare la cattura dell’animale che viene tentata sabato 19 e domenica 20 marzo.
Il presunto Cocco o si è innamorato di Fontanarossa o, molto più probabilmente, è talmente felice della sua libertà ritrovata che fino a mezzo giorno della domenica riesce ad eludere ogni tentativo di cattura, tenendosi ben lontano da quel gruppo formato dai suoi proprietari, dalle guardie forestali, dai suoi “genitori adottivi” e da un buon numero di curiosi.
Forse gli è fatale un attimo di distrazione oppure ha cominciato ad abituarsi a quelle persone che da un giorno e mezzo gli danno la caccia, perché alla fine viene catturato con una rete.
Viene immediatamente controllato l’anellino identificativo alla zampa ed il numero non corrisponde a quello di Cocco!
Morale dalla storia: la famiglia veronese ritorna mesta a casa senza pappagallo, Fontanarossa perde un amico che ormai era diventato di casa, la Guardia Forestale porta via il pappagallo e rintraccerà il vero proprietario il quale, se non avrà sporto regolare denuncia di smarrimento, verrà multato, ma soprattutto chi ci rimette più di tutti è il pappagallo che è costretto a ritornare in gabbia e a rinunciare alla libertà che aveva ritrovato a Fontanarossa, la sua nuova Amazzonia.

Marco Gallione