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Fontanarossa ha accolto sette bambini russi con simpatia e grande entusiasmo PDF Stampa E-mail
Scritto da Marco Gallione   
Giovedì 25 Ottobre 2001 00:00
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Dal 28 Luglio al 31 Agosto il paese di Fontanarossa ha ospitato il progetto "Un sorriso per la valle" tramite il quale sette bambini pro­venienti da un orfanotrofio russo hanno potuto trascor­rere in Italia le vacanze estive. Il progetto è nato nell'ambito del "Progetto Cicogna" della Provincia di Genova che da alcuni anni permette a questi bimbi di essere ospitati in estate da famiglie genovesi.

Il progetto "Un sorriso per la valle" ha dato la possibilità a sette bambini di trascorrere le vacanze nel nostro paese ospiti nel 1 "Albergo diffuso" recente­mente realizzato a Fontanarossa e messo gratuitamente a disposizione dal proprie­tario; in questa struttura sono stati alloggiati in quat­tro camere ed avevano a disposizione un locale mensa dove un cuoco appo­sitamente assunto prepa­rava loro i pasti.

La comunità di Fontanarossa ha accolto i sette bambini in maniera entu­siastica: tutto il paese si è prodigato sia offrendo beni materiali quali generi alimentari, abbigliamento ecc., sia dando la propria disponibilità per intratte­nerli, accompagnarli, ospi­tarli e per i lavori di pulizia all'interno dell'albergo.

Quello che abbiamo visto sui volti di questi ragazzi è stato un sorriso che è loro rimasto dentro, come i contatti successivi al loro ritorno in Russia ci hanno confermato; un sorriso che è rimasto dentro a ciascuno di noi, che ci siamo prodi­gati per organizzare un soggiorno felice ai nostri piccoli amici; un sorriso per il quale questa Comunità Montana, i Comuni dei dintorni, l'Ente Parco dell'Antola e quant'altri hanno fatto a gara, dimostrando un reale e sentito coinvol­gimento; un sorriso che è rimasto sui visi di grandi e piccini dell'intera comunità di Fontanarossa che ha davvero adottato affettuo­samente questi ragazzi i quali si sono integrati perfettamente con i ragazzi del paese ed hanno stabilito un forte rapporto di affetto e simpatia con gli abitanti del posto; ed infine un sor­riso anche per l'insegnate accompagnatrice, che ha portato nella lontana Russia parole di amichevole apprezzamento per l'inizia­tiva.

Il legame che si è creato tra i sette ragazzi e i bam­bini e le persone di Fon­tanarossa probabilmente rimarrà indissolubile.

Le iniziative del progetto "Un sorriso per la valle" si sono svolte sotto il con­trollo dell'Associazione Amici di Fontanarossa, una associazione di residenti e villeggianti del paese, che ha curato l'amministra­zione delle offerte ricevute e ha messo a disposizione le proprie strutture per lo svolgimento delle manife­stazioni programmate.

Il progetto ha richiesto un enorme sforzo orga­nizzativo ed economico e a questo proposito il promotore di "Un sorriso per la valle" e l'Associazione "Amici di Fontanarossa" desiderano ringraziare viva­mente sia tutti gli enti e i comuni che hanno contri­buito finanziariamente al progetto, a partire dalla Comunità Montana Alta Val Trebbia, che con il suo finanziamento ha permesso la sua realizzazione, sia tutti i comuni che hanno contri­buito ospitando i bambini e mettendo a disposizione gli automezzi per le gite organizzate.

Riteniamo estremamente positivo il bilancio finale dell'iniziativa che, da una parte ha dato la possibilità di donare un piccolo periodo di felicità a questi ragazzi già tanto provati dalla vita e dall'altra ha accomunato tutti i paesi della Val Trebbia in una generosa gara di solidarietà a favore di questi ragazzi che già ci hanno chiesto di tornare a Natale. Ci auguriamo che questa iniziativa non vada sprecata e possa diventare un atto di bontà, un appuntamento di questa comunità che speriamo voglia adottare anche per il futuro questa realtà; una realtà che ha visto i ragazzi protagonisti e fruitori di tutte le iniziative comprese nel programma, perfettamente integrati nella comunità locale, fra feste organizzate per loro, gite nella nostra natura, visite guidate e spettacoli in un crescendo di parteci­pazione collettiva.

Marco Gallione

(Articolo tratto dal N° 37 del 25/10/01 del settimanale “La Trebbia”)