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Anna Maria Campi, per mezzo secolo in casa del ministro Taviani PDF Stampa E-mail
Scritto da La Trebbia   
Giovedì 23 Agosto 2001 00:00
anna maria campi01

Martedì 24 luglio scorso la Parrocchia di Fontanarossa ha accolto per l'ultima volta Anna Maria Campi, "Nini", deceduta all'età di 77 anni dopo una vita tra­scorsa lontano dal suo pae­se nativo.

Nel 1948, ventiquattrenne, in qualità di collaboratrice domestica, si era trasferita a Roma presso la famiglia del Senatore Paolo Emilio Taviani.

In quel clima sereno e fa­miliare, allietato dalla pre­senza dei figli e dei nipoti, la Nini ha trascorso tutta la sua vita, trovando affettuosa as­sistenza anche negli ultimi anni segnati da una malattia invalidante.

Nella sua casa di Fontanarossa soggiornava solo per brevi periodi, in estate, per rivedere i suoi cari, ma l'ansia di tornare presso la famiglia che ormai sentiva sua era l'espressione del rap­porto affettuoso, totale, che lega una madre ai propri figli.

Il rito funebre, presiedu­to dal parroco don Renato Repetti, è stato un saluto corale di tutti i convenuti, scandito dalle commosse parole di Ida Taviani che ha introdotto l'onoranza fune­bre, tracciando un toccante profilo della defunta, e dai canti gioiosi a lei dedicati dai figli Taviani e dai "nipoti romani" che l'hanno accom­pagnata nel suo definitivo ritorno a Fontanarossa

L'omaggio affettuoso de­dicatole pubblicamente dal la famiglia Taviani viene qui di seguito riportato unita­mente ai ringraziamenti dei familiari della defunta, rivolti nel corso della cerimonia funebre a questa famiglia che ha saputo tramutare una circostanza dolorosa in un canto corale di amore.

Così la ricordano i famigliari del Sen. Taviani

Può sembrare strano che sia io a ricordare la Nini, ma questo avviene perché è speciale la sua storia: lei si è unita alla nostra fami­glia per motivi di lavoro ed invece è diventata una persona che abbiamo ama­to e che tanto ci ha amati. Vicino a Lei, oggi, manca­no la mamma, che è mala­ta, e Nando e Andrea che sono rimasti ad assisterla, ma sono comunque pre­senti con il pensiero e la preghiera.

Abbiamo riaccompa­gnato la Nini nella sua ter­ra, che abbiamo imparato a conoscere ed amare at­traverso i suoi racconti e i ripetuti soggiorni a Fontanarossa. Il carrello sulla Trebbia, i prati spaz­zati sotto i castagni, i gio­chi che faceva sul monte Cavalla quando andava con le mucche al pascolo. Sono tutte immagini vive nella nostra mente, che si intrecciano con quelle del­le persone a Lei care: Luigino che partecipava ai campeggi con Papà e i fra­telli, la famiglia della Glo­ria e quella della Luigina, la Pernice. E poi la figura del signor Giovanni, che noi più grandi ascoltava­mo incantati quando, se­duto sulla panchina, ci rac­contava la storia della sua vita e di tutto il paese.

E' sempre stata coraggio­sa e battagliera la Nini: siamo cresciuti sentendo raccontare di quando -durante la guerra – aveva intimidito un ufficiale te­desco, riuscendo a proteg­gere le due rifugiate ebree. Ma Lei è stata coraggiosa e battagliera in ogni giorno della sua vita, perché mai si perdeva d'animo. Ha affrontato con vigore la morte prematura della sua mamma, il lavoro a Geno­va, poi l'avventura a Roma, lontana dai suoi fa­miliari.

Tra attenzioni, carezze e qualche giusto rimprove­ro ha cresciuto ed educato noi ed i nostri figli; quan­do ci sgridava spesso par­lava in dialetto e non di­menticheremo mai le sue frasi. Passava con natura­lezza dai fornelli e dai gio­chi con i bambini alla conversazione rispettosa ma spigliata con autorità del­lo Stato e della Chiesa. Da tutti era apprezzata e sti­mata.

Ha condiviso ogni mo­mento di gioia e di dolore della sua famiglia ligure e romana: ha sofferto per la morte di Mauro della Ines, di Pietro e poi di Ilaria, è stata testimone alle nozze di Beppe, ha assistito la Nonna Elide in fin di vita; ha sempre avuto la stima e la fiducia incondizionata di Papà e l'amicizia pro­fonda della mamma.

Negli ultimi anni quello che più le dava gioia era­no i bambini: la nascita di Valentina e poi di Arianna, Elena, Alex. Per loro in modo speciale e per tutti i figli e nipoti della sua gran­de famiglia del nord e del centro ha sempre avuto un sorriso e una carezza affettuosa, proprio come una nonna, proprio come una mamma amorosa.

Ida Taviani

Il ringraziamento della famiglia Campi

A nome delle due sorelle, della cognata e di noi nipoti desideriamo rivolgere un affettuoso ringraziamento alla famiglia Taviani presso la quale la zia Nini ha avuto il bene di trascorrere quasi tutta la sua esistenza.

Un pensiero di sincera gratitudine va alla memoria del Sen. Paolo Emilio Ta­viani, recentemente scom­parso, che insieme alla Sig.ra Vittoria ha costruito una fa­miglia meravigliosa che è stata anche quella della zia Nini.

Un forte abbraccio lo de­dichiamo a tutti i fratelli Taviani che la zia ha visto crescere, alle loro famiglie e ai loro figli da lei altrettanto amati.

E nell'esprimervi questo sincero ringraziamento, tut­ti noi familiari, ci facciamo tramite nella condivisione di un suo desiderio, perché pensiamo che se parados­salmente quando si è lascia­ta la vita terrena ci fosse data l'opportunità di ringra­ziare qualcuno per l'ultima volta, lei vi avrebbe ringra­ziati tutti, ora, qui, ad uno ad uno.

Cari Nando, Cesare, Ida, Beppe, Andrea, Elide, Paolo e le vostre famiglie, che l'avete così amorevolmente assistita durante il tempo della sua malattia, sappia­mo il bene sconfinato che vi ha voluto ma sappiamo an­che quanto e come l'inten­sità di quell'affetto è stato ricambiato, perché lei nel poco tempo che ha trascor­so con noi ha saputo darce­ne una intensa rappresenta­zione raccontandosi e rac­contandovi.

Si dice che le persone che muoiono continuano a vi­vere nel ricordo di chi le ha amate.

Questo è un conforto grande anche per noi fami­liari perché sappiamo che grazie a voi e insieme a voi, saremo in tanti a ricordarla per sempre.

I famigliari

(Articolo tratto dal N° 31 del 23/08/2001 del settimanale “La Trebbia”)

Ultimo aggiornamento Giovedì 04 Giugno 2009 12:45