| Mestieri di una volta |
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| Scritto da Eddi Biggi | ||
| Venerdì 15 Maggio 2009 14:23 | ||
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Sul finire del '900 la terra non bastava a mantenere tutti gli abitanti di Fontanarossa. Erano tempi duri e le persone che non emigravano si ingegnavano in lavori che oggi farebbero ridere di sufficienza. Ad esempio robuste squadre di giovanotti, i "resegotti", alternavano ai lavori dei campi quello di ridurre con rudimentali seghe a telaio, manovrate abilmente a forza di muscoli, i grossi tronchi di castagno in tavoloni usati nelle costruzioni di pareti e pavimenti nelle case; i mattoni, è ovvio, erano cosa rara e costosa e comparvero solo decenni più tardi. Altri si specializzavano nella potatura e nell'innesto di piante ed erano, per la loro abilità , ricercati anche nei paesi vicini; forse il miglior potatore di tutti i tempi fu il bravo "Mariocca", e spesso era chiamato a compiere delle "giornate" a Borgo come ad Alpe, a Gorreto come a Barchi per piantare, potare, innestare alberi di ogni genere. Per anni i forti uomini del paese, nei mesi di magra, si recavano nell'alessandrino (a piedi attraverso i monti) a tagliare piante, a spaccare a colpi di scure i grossi tronchi destinati al riscaldamento di Torino, Asti, Alessandria o a far traversine per le linee ferrate. La stagione durava circa tre mesi ed erano fortunati quelli che potevano portare in famiglia qualche "marengo" e pochi "scudi". Molti poi partivano da Fontanarossa a piedi per andare alla fiera di S. Agata e di San Pietro a Genova per vendervi formaggio casalingo e i più fortunati anche grano: il viaggio durava circa dieci ore attraverso i monti e il carico, a volte di 50 Kg., portato a spalle; da un rubbio di formaggio (8 kg. di oggi) si ricavava uno scudo (5 Lire di allora).
Eddi Biggi |
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