| Bisce e stregoni |
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| Written by Marina Chiosso Salvi | ||
| Friday, 15 May 2009 14:32 | ||
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There are no translations available. Sono l’ultima arrivata a Fontanarossa e mi sono detta “Non puoi tirarti indietro, tanto più che non sei una turista, ma di Fontanarossa per libera elezione, e ivi residente in pianta stabile. E dinne bene del tuo nuovo paese: lodane il suo ridente mattino, al primo sole che lo imbianca in tutta la sua distesa di belle case, nel pianeggiante e fertile territorio, fra il monte ed il grande castagneto. Non parlare del lungo inverno con neve “stagionata”, né delle ombre vespertine che, umidicce, calan giù troppo presto, mentre là , in faccia, il pietroso Bertassi si scalda al sole per molto tempo ancora.
Gli “stregoni”, gente normale, zingaresca, di giorno stavano nascosti e la notte cuocevano i frutti rubacchiati nei campi e nei boschi, su fuochi di origine misteriosa per gli abitanti del paese. Mio nonno raccontava d’aver incontrato in Sardegna una donna che conosceva bene i nostri paesi dei quali ricordava con precisione i nomi dei luoghi dove aveva ballato e cantato di notte con altri suoi conterranei. I nostri contadini li credevano esseri dotati di diabolici poteri e ne avevano paura. Nel grande bosco di Fontanarossa se ne potevano nascondere certamente molti, protetti dagli alberi ed alimentati dalle buone castagne. E perché “mangia-bisce” ai Bertassini? E’ noto che nel passato gli uomini dele nostre montagne andavano, d’inverno, a lavorare in Piemonte, in Lombardia e persino nelle Maremme dove dissodavano terreni. Fu laggiù che un giorno, bruciando sterpaglie tra le rovine di un castello, raggiunsero col fuoco un groviglio di serpi in letargo, dal quale esalava buon odore di carne arrostita. Alcuni di Bertassi esclamarono: "Son bisce cotte , le mangiamo?”. Le mangiarono? Non le mangiarono? Il fatto è che da allora i bertassini “mangiano bisce”. La vita che si conduce quassù ha ancora le sue attrattive: suscita in ognuno di noi un senso di pace, un appagamento forse inconsapevole ma vero, una semplicità di desideri, un’intima religiosità che ci rendono più disponibili all’accettazione dei disegni della Provvidenza Divina. Marina Chiosso Salvi (Questo articolo è stato tratto dal Bollettino di Fontanarossa del IV trimestre 1972) |
Bisce e stregoni




